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Biodiversità urbana


Il progetto di alternanza scuola-lavoro della classe 3B a.s. 2016-17 ha avuto come tutor interno la prof. Elena Fanti e come ente ospitante la Cooperativa Arvaia.

Il progetto è stato documentato da una mostra fotografica inaugurata giovedì 1 giugno 2017 nella sede di via Cavour.

Di seguito si può leggere la presentazione del progetto, curata da Alice Saggini. 

Il progetto di alternanza scuola-lavoro svolto dalla nostra classe ha avuto come come oggetto la biodiversità e ha avuto inizio a settembre con la rassegna stampa che ci ha accompagnati durante tutto l'anno come un filo rosso.

In particolare abbiamo analizzato e studiato la biodiversità dal punto di vista delle diverse materie, giungendo alla conclusione che, anche se sembrano così lontane fra loro, spesso non fanno altro che collegarsi e collaborare. In questo modo, inserendo man mano tutti i pezzi come in un grande puzzle, siamo riusciti ad avere una visione più completa di una parola così difficile e, forse, lontana da noi, quasi astratta. Anche se, ora come ora, non potremmo più dirlo in quanto l'abbiamo toccata con mano.... nel vero senso della parola!


Dopo esserci divisi in quattro gruppi composti da 5/6 persone ciascuno e dopo aver programmato rigorosamente la settimana, l'avventura ha avuto inizio.

A rotazione dovevamo svolgere: un'intera giornata alla Cooperativa di Cittadini Coltivatori Biologici Arvaia, giardinaggio nel cortile della scuola (biodiversità nei piccoli spazi) e varie lezioni, in relazione all'argomento principale (biodiversità).

Da non dimenticare il gruppo di photographer guidati dalla prof.ssa Russo, senza quali questa mostra non si sarebbe fatta.

ARVAIA

"Ma cosa sarà mai?!" "Devi piantare solo due cipollotti" dicevano....

Per spiegare di cosa si occupa la cooperativa, citiamo proprio le loro parole: "L’approccio è cooperativo e dedicato alla condivisione del bene comune della terra da coltivare. La collaborazione cooperante comincia con la condivisione fra i soci di un budget di produzione, questo comprende tutte le spese che saranno effettuate durante l’anno per produrre il cibo che verrà distribuito settimanalmente ai soci. Il budget viene presentato ad inizio anno in occasione dell’assemblea generale dei soci, organo sovrano, e da questa deve essere approvato. Il senso è anche quello di decidere insieme come e cosa coltivare, con la massima disponibilità a organizzare un lavoro agricolo con gestione e fatica condivisa. Il budget approvato viene suddiviso per il numero di soci, identificando la loro singola quota annuale, che darà diritto al ricevimento dei prodotti settimanalmente. Cooperazione significa anche partecipazione; viene quindi richiesto e raccomandato ai soci di partecipare alle attività agricole in ragione di qualche mezza giornata all’anno in base alle proprie possibilità. Questo permetterà a grandi e piccoli soci di prendere coscienza del come e dove il nostro cibo nasce e raggiunge le nostre tavole. I soci potranno fornire la loro collaborazione al buon funzionamento della cooperativa in base alle loro competenze o capacità professionali (di un buon “ciappinatore” c’è sempre bisogno). La forma condivisa di un terreno come bene comune della cittadinanza
(ettari agricoli in concessione dal comune di Bologna), fornirà poi la possibilità di sviluppare attività conviviali e di cultura agricola per imparare a coltivare, trasformare e cucinare le eccedenze. Perseguendo l’obiettivo “spreco zero”, le eccedenze verranno trasformate e ridistribuite coinvolgendo in questa attività i soci che vorranno “sporcarsi” le mani e la bocca. I mercati e uno spaccio sono ulteriori attività che permetteranno il miglioramento del conto economico. L’ulteriore piccola ristorazione e trasformazione diventeranno veicolo di relazione e diffusione della idea originale della cooperativa. La formazione e l’attività culturale con laboratori su specifici temi completano l’attività a cui i soci potranno partecipare."

Ecco qua la parte, a detta di tutti, più intensa del lavoro.

Il tutto incominciava alle 7,30 del mattino con la pianificazione della giornata, si interrompeva verso l'ora di pranzo per riprendere le forze e terminava alle 17,30. Le attività variavano a seconda dei giorni ma, a grandi linee, erano: rinvasare i germogli dei cipollotti, piantare i bulbi già pronti dei cipollotti, raccogliere le cipolle e i porri, innaffiare, diserbare le fragole, tirare via le erbacce, inserire nel terreno paletti per l’irrigazione, ripulire la parte confinante con la strada ovvero il fosso (lasciamo immaginare la "ricchezza" del posto), sistemare la legna, aggiungere un telo impermeabile in modo d creare un laghetto, aiutare a distribuire la frutta e la verdura ai soci, fare un fosso per l'acqua, sistemare la serra e, infine.... zappare!!

GIARDINAGGIO

Per raggiungere un grande obiettivo bisogna fare piccoli passi e partire dal basso.

Abbiamo messo in atto questo principio armati di zappe, forbici, annaffiatoi, vasi e terriccio.

Inizialmente la situazione non era delle migliori: spazzatura ovunque, piante secche ed erba alta. Insomma, c'era proprio da mettersi le mani nei capelli... ma, grazie alla forza di gruppo e spinti dal desiderio di poter dire orgogliosi "Questo è il nostro giardino, l'abbiamo sistemato proprio noi con le nostre mani", siamo riusciti a creare l'effetto Versaille! Ma spetta a voi giudicare.

In primo luogo abbiamo buttato ogni cartaccia, abbiamo tagliato l'imponente distesa d'erba e tolto le erbacce sia per gusto estetico, sia per evitare che soffocassero le proprie "vicine". Vista la presenza di molte piante secche, le abbiamo estirpate e, al loro posto, ne abbiamo piantate altre come le rose, gli ulivi, gelsomini, forsizie, ortensie, azalee, calicantus e ginestre; non ci siamo fatti mancare nemmeno le piante aromatiche come salvia, lavanda, rosmarino e santolina.

Ovviamente tutto è stato sistemato con rigore e scientifica geometria!

LEZIONI

Per riposarci un po', abbiamo integrato il lavoro manuale con quello teorico! Così, dal 27 al 31 marzo sono state sospese le attività curricolari tradizionali e, sempre divisi in gruppi, alcuni nostri docenti hanno tenuto degli incontri laboratoriali su vari argomenti correlati alla sostenibilità.

Con la prof.ssa di scienze Sara Di Matteo abbiamo aperto una discussione sugli OGM (organismi geneticamente modificati), descrivendone le caratteristiche, le origini e cercando criticamente di acquisire informazioni per diventare più consapevoli delle motivazioni pro e contro, nel tentativo di iniziare a farci una nostra idea personale.

Questo argomento si collega con il percorso intrapreso con l’insegnante di storia e filosofia, Elena Fanti, con cui fin dall’inizio dell’anno abbiamo dedicato un’ora alla settimana alla lettura di numerosi articoli che poi sono confluiti nella nostra rassegna stampa. Inoltre abbiamo guardato in classe alcuni documentari (sulla privatizzazione dell’acqua, sugli interferenti endocrini, su modelli di economia alternativa già in uso, sul peso economico delle multinazionali), attraverso i quali abbiamo indagato il nostro stile di vita, sottoponendolo al vaglio del criticismo e chiedendoci come sia possibile un minor spreco delle risorse del pianeta. In quest’ottica, lo stage ad Arvaia è stato sicuramente uno stimolo di riflessione, mostrando come sia possibile mettere in atto delle risposte concrete dal basso producendo e consumando cibo biologico a km 0.

Con il professore di italiano e latino Federico Cinti abbiamo analizzato diversi testi, vedendo come l'ambiente sia di fondamentale importanza anche all'interno delle opere letterarie contribuendo, spesso, a creare determinate atmosfere. In più abbiamo potuto notare come alcuni dilemmi della società di ieri si possano riscontrare anche nella società di oggi.

Con la professoressa di scienze motorie Silvia Lolli abbiamo parlato del giardinaggio come attività fisica vera e propria, collegandoci poi alla resistenza e a cosa avviene nel nostro corpo quando compiamo un lavoro.

Con la professoressa di storia dell’arte e disegno Doriana Russo ci siamo concentrati sulle modalità per scattare una foto nel miglior modo possibile (inquadrature, messa a fuoco, dettagli ecc.), cercando di costruire un messaggio in ogni singola immagine.

Un particolare ringraziamento va ai nostri professori; al presidente di Arvaia, Alberto Veronesi, e a tutte le persone di Arvaia che ci hanno guidato nello stage; al Dirigente Scolastico Massimo Giorgini e al personale scolastico.

 

Biodiversità urbana