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Tornare a scuola: il confinamento, la Dad, i timori, le attese

Cecinestpaseneecole

 

A partire dal lockdown di oltre un anno fa, la scuola secondaria superiore si è trovata ad affrontare la pandemia attraverso una drastica riorganizzazione dei suoi spazi, tempi e forme didattiche, in un’altalena continua di brevi aperture e lunghe chiusure. Ciò ha avuto un forte impatto sulla vita degli studenti e dei docenti, modificando routines consolidate e generando un senso di incertezza quotidiana, che si è andato ad aggiungere al timore socialmente diffuso di ammalarsi e di far ammalare i propri familiari.

L’attuale “rientro a scuola” è accompagnato da sentimenti contrastanti, che si manifestano soprattutto nei giovani: l’allegria di ritrovarsi in aula con i compagni e tuttavia la scarsa attrattiva per una scuola del distanziamento e delle mascherine; la stanchezza per la situazione virtuale della didattica al pc che ha reso tutti più lontani e apatici e tuttavia la fatica di riadattarsi alla situazione reale di una didattica in classe e senza filtri; la convinzione di aver compiuto un sacrificio necessario e tuttavia la difficoltà a comprendere perché questo sacrificio ora non sia più ritenuto così necessario come prima; la percezione che un anno scolastico tanto duro è finalmente agli sgoccioli e tuttavia la preoccupazione di essere attesi al varco, proprio adesso, da numerose verifiche e valutazioni disciplinari.

Rifletteremo insieme su questi aspetti della vita della scuola nella pandemia con l’aiuto di Anna Oliverio Ferraris, già Professore ordinario di Psicologia dello sviluppo all’Università “La Sapienza” di Roma e autrice di numerosi saggi scientifici e divulgativi.

L’incontro si terrà lunedì 3 maggio dalle 17.30 alle 19.00 tramite la piattaforma Google Meet.