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RAGAZZI, RESTATE A CASA. Intanto continuiamo con la didattica a distanza, per essere più vicini e più uniti

(Seconda lettera aperta del preside agli studenti)

 

All’interno (per modo di dire, data la situazione) del nostro liceo la didattica a distanza sta procedendo a pieno regime, nell’attesa del momento – purtroppo pare si stia allontanando – che sia di nuovo possibile fare scuola in presenza.

Intanto vanno crescendo i dubbi e i timori su quello che succederà alla fine dell’anno scolastico. Tutti promossi? Recuperi a settembre? E gli esami di stato? I mezzi di comunicazione di massa prospettano vari scenari, oggi come oggi nessuno può dire di avere le idee chiare.

Io meno degli altri. So però che la parte di futuro che possiamo prevedere è quella che dipende da noi. Quindi auspico che gli studenti partecipino pienamente alla relazione didattica che gli viene proposta a distanza, e sono fiducioso che i docenti, così come ora si dedicano con grande passione all’insegnamento “da lontano”, al momento opportuno sapranno far sì che al termine di questo disgraziato anno scolastico i ragazzi non vengano penalizzati, e vedano anzi premiati – nonostante la situazione – i propri meriti e il proprio impegno.

Ma l’aspetto didattico non può che essere inquadrato nel più generale contesto della situazione di emergenza che dobbiamo fronteggiare.

I mass media ci ricordano di continuo che la diffusione del contagio non si combatte solo con i farmaci, ma con i comportamenti. Comportamenti nei quali ognuno di noi è chiamato a rendersi conto che deve fare buon uso della propria libertà, perché l’effetto delle sue azioni, nel bene e nel male, non riguarda solo lui. I giovani, come tutti del resto, devono stare a casa, per non essere contagiati ma anche per non passare il contagio ai genitori, ai nonni, agli amici…

Insomma, il Covid-19 ci richiede di superare un atteggiamento individualistico per maturare invece una coscienza sociale e civile. Ragazzi, state a casa. Fatelo per voi, ma non solo, fatelo per chi vi sta vicino. Per gli altri. Per tutti.

Vi si chiede un comportamento all’altezza di questo grave momento di crisi.

Crisi: sollecitato da un vago ricordo liceale, sono andato a rivedere l’etimologia della parola.

Primo sito: “crisi viene dal greco krisis = scelta”.

Secondo sito: il termine crisi “nell'uso comune ha assunto un'accezione negativa in quanto vuole significare un peggioramento di una situazione. Se invece riflettiamo sull'etimologia della parola crisi, possiamo coglierne anche una sfumatura positiva, in quanto un momento di crisi, cioè di riflessione, di valutazione, di discernimento, può trasformarsi nel presupposto necessario per un miglioramento”.

Quindi non mi ricordavo male. I momenti di crisi ci chiedono di scegliere, di assumerci delle responsabilità, di decidere che ruolo vogliamo svolgere, diventando per noi un’opportunità di cambiamento. Possiamo decidere di fare i furbi, di “fregarcene”, di fare quel c…. che ci pare. Oppure possiamo scegliere di comportarci in modo costruttivo, di usare bene la nostra libertà.

E di farlo, secondo aspetto importante, all’interno di un grande sforzo collettivo. Perché per affrontare i momenti peggiori le persone hanno bisogno di non essere da sole. Sentirsi in gruppo dà più forza a ognuno.

L’appartenenza al popolo del DA VINCI dà la possibilità di non sentirsi isolati. Nonostante la costrizione al distanziamento sociale obblighi ciascuno a stare a casa propria, la complessa rete di rapporti didattici e umani che unisce la nostra scuola è davvero una grande cosa. Una grande creazione comune.

E finché ce ne sarà bisogno terremo duro andando avanti così, distanti ma vicini, e uniti. E prima o poi questo brutto momento sarà alle nostre spalle. Non perché sarà passato, ma perché un grande sforzo collettivo (nella nostra scuola, in Emilia-Romagna, in Italia, in Europa ecc.) l’avrà fatto passare.

Tornando al discorso di poco fa sul miglioramento… Chi avrà continuato a fare i propri comodi sarà nella condizione - un po’ avvilente - di dover ringraziare gli altri. Chi invece avrà scelto di comportarsi in modo responsabile potrà vedere nel superamento della crisi anche l’effetto del contributo, per quanto piccolo, che lui, facendo la cosa giusta, ha fornito in prima persona col suo essere cambiato in meglio.

 

Casalecchio di Reno, 25 marzo 2020

 

 

 

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